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DIFFUSORE: COME FARE LA SCELTA GIUSTA

DIFFUSORE: COME FARE LA SCELTA GIUSTA

Come scegliere il diffusore da inserire nel sistema hi-fi ?

Per la mia generazione (classe 1971) al compimento dei sedici anni d’età, in alcuni casi al raggiungimento dei quattordici-risultati scolastici permettendo- il bivio era rappresentato dalla scelta tra la vespa piaggio e l’impianto hi-fi.

Quest’ultimo, definito dai più-erroneamente-“stereo” oppure “rack”, nome che identificava il solo mobile, indispensabile ed orrendo per contenere lo stesso.  I più fortunati, ricevevano dai genitori entrambi gli oggetti.

Quasi sempre, l’acquisto veniva effettuato dal negoziante di fiducia oppure presso la base Nato di Pozzuoli  (gli pseudo esperti ed i cosiddetti “furbi”). Otto sistemi su dieci erano completamente sbilanciati, suonavano in maniera discutibile. Gamma bassa invadente ed invasiva, gamma alta pungente, vitrea, gamma media arretrata. Le  frequenza estreme venivano esasperate credendo che, l’esasperazione fosse sinonimo di qualità e soprattutto realismo filo “american audiophile”. L’apoteosi veniva raggiunta con l’introduzione di un equalizzatore  grafico 5/7/15 bande ,si faceva la gara a chi possedesse più bande. La quasi totalità dei possessori non considerava la difficoltà d’utilizzo di queste macchine, i più, non sapevano che un quindici bande equalizza ai 2/3 d’ottava, non si tratta di un “gioco da ragazzi”. Le istruzioni d’uso venivano spesso riposte nell’imballo omettendone la lettura, il risultato era raccapricciante.

La scelta dei componenti spesso veniva affidata all’amico di famiglia “competente”–nel prossimo articolo tratterò la differenza tra competente, appassionato, accademico, addetto ai lavori- considerato tale perché aveva già posseduto alcuni impianti, oppure ne aveva uno costosissimo. Poco importava se l’amico possedesse o meno una discreta collezione di dischi oppure se assistesse o meno a concerti live. Esistevano alcune regole “zen” dell’audiofilia che definirei “pret a porter”. Queste perle, venivano applicate nella costruzione dell’impianto: il costo dei diffusori deve superare del 20% quello dell’ampli, amplificatore integrato solo se il budget è basso, meglio pre e finale, equalizzatore sempre, giradischi americano oppure giapponese ma testina rigorosamente americana, sezione dei cavi, la più grande possibile, ciabatta con pulsante on-off (poco importava la qualità della stessa), mobile rack indispensabile, diffusore tre vie perché suona meglio, ampli con tutti i filtri possibili sul frontale (regolazione toni-wow e flutter-loudness-subsonic, evvai). I diffusori venivano posizionati in ambiente in maniera da formare un triangolo equilatero rovesciato, con il punto d’ascolto al centro. Mi fermo ma, potrei continuare per ore. Ovviamente queste regole non erano supportate da nessuno studio accademico.  Lo studio accademico di tali questioni era materia per ingegneri ed addetti ai lavori, l’audiofilo del tempo oltre ad essere audiofilo era anche tecnico, oggi, l’audiofilo oltre ad essere tecnico è anche accademico.

Accoppiata vincente, ampli Marantz diffusori AR e giradischi Thorens, equalizzatore Kenwood,registratore a cassetta Aiwa il tutto corredato dai mitici cavi Monster Cable. Altra possibilità, ampli Sansui e diffusori Boston oppure Luxman c03+m03 e diffusori Bose 901 oppure 601,pre e finale Harman K. serie Citation e diffusori Cerwin Vega at 100. Sarebbe bello, se ognuno tornasse al proprio mestiere.

Questa sovrapposizione di figure nel tempo si è amplificata (globalizzazione, autocelebrazione, grazie ai mezzi social di condivisione ed esposizione) ed accompagnata alla mania di spendere meno con l’illusione di ricevere il massimo oppure il meglio “assoluto”. Ognuno, crea una  propria scala di priorità delle spese e non volendo rinunciare a nulla, per ottenere il prodotto sognato si autocelebra tecnico, docente, integratore di sistemi, venditore. Come se queste figure fossero di facile apprendimento; non a caso le assimilo. Non esiste una scala di difficoltà, mi concentrerei sulla DIVERSITA’ delle stesse. L’acquirente non la percepisce, ruba a destra e a manca poi, passa all’acquisto secondo il proprio “INFALLIBILE ED INSINDACABILE” giudizio.

Per qualche strano motivo, -ai giorni nostri- si guarda con scetticismo al diffusore di scuola nipponica (leggi Audionote/Yamaha/Tad) sappiamo benissimo che  questi progetti sono stati ispirati dal pensiero di Bart Locanthi, Andrew Jones, Eizo Amiya, e sappiamo che Audio Note loudspeakers è altro, rispetto ad Audio Note che si legge Kondo. Giusto per chiarire ai benpensanti che sappiamo bene di cosa scriviamo!!

Appunto, parlo di scuola perché progettisti di grande calibro, sono coadiuvati da equipe all’altezza e sono dunque capaci di imprimere il mood di una scuola di progettazione indipendentemente dal passaporto che posseggono.

Per comprendere le elettroacustiche attuali è in dispensabile aver attraversato l’ascolto delle B&W dm70-dm6 ed 801 versione sospensione pneumatica poi trasformatasi in bass reflex con struttura Matrix, AR 10Π, ALLISON one, INFINITY irs V, MARTIN LOGAN csII, ESS Amt one, TDL studio 1m, Kef 107 kube,Tannoy Grf, Mirage M1, Monitor Audio MA1; potrei continuare. L’elenco riporato, non serve quale lista dei diffusori ascoltati a mo di lista della spesa ma, dovrebbe spingere una riflessione circa l’evoluzione dei materiali impiegati, l’ingegnerizzazione dei prodotti, il design, il pensiero che ha generato questi progetti, le diverse scuole in elettroacustica.Tutto questo ha consentito lo sviluppo di prodotti di ultima generazione dalla Kef ls50 w.less alla BAYZ courante, DYNAUDIO xeo ed xd fino alla GOLDMUNDS satya logos w.less.

                

GUIDA:

  • Scegliere il diffusore partendo dal genere musicale preferito (il solito esperto dirà che un difffusore valido suona bene con tutto-bugia, menzogna dettata da scarsa conoscenza accademica) un diffusore suona al massimo delle sue potenzialità con alcune cose e meno bene con altre.

 

  • Analizzare le specifiche tecniche dell’ampli che dovrà pilotare il diffusore, non basta solo il dato relativo alla potenza emessa (watt Din/Rms) considerare impedenza NOMINALE, sensibilità, efficienza e rapporto S/N dell’ampli.

 

  • Considerare l’acustica ambientale (mobili, suppellettili, divani, tappeti etc.) e quella strutturale del contenitore (leggi immobile) IMPORTANTISSIMO.

 

  • Sapere che i correttori acustici spesso -ma non sempre- funzionano, che quasi MAI sono accettati dai componenti della famiglia e non sono MAI in linea con glia arredi. In casi sporadici, correttori bellissimi possono essere inseriti con discrezione e spirito di abbellimento nell’arredo esistente. Occorre conoscere le regole del design, dell’acustica applicata ed ambientale, essere muniti di buon gusto (non è scontato). I correttori acustici di grande design, sono quelli più complessi da inserire in ambiente.

  • Conoscere bene le caratteristiche delle sorgenti che si utilizzeranno. Non basta scaricare file di liquida ed ascoltare dallo smartphone(non è certo un delitto ,comodissimo), altrimenti non avrebbero invenatao i dac.

 

  • Il cavo, il cavo, il cavo, segnale, potenza, alimentazione. Non basta la sezione. Considerare la geometria del cavo, la lunghezza della tratta, eventuali ostacoli fisici, il materiale impiegato(l’argento non funziona bene a prescindere).

 

  • Pavimento- scaffale-piedistallo (floorstanding–bookshelf-loud standing) cambia il mondo. La scelta va fatta su parametri tecnici legati alle note precedenti, non in relazione al gusto (ovvio, dove si gode non si perde) oppure al diktat secondo il quale da pavimento è sempre meglio, è più potente perciò suona meglio, nooooooo!!!!

 

I sette punti riportati, non sono stati inseriti in ordine d’importanza, sono TUTTI ugualmente determinanti. In sintesi, se lo spirito che muove la scelta è alimentato da una sana passione fate da soli ma non cercate poi, di teorizzare sulla qualità oggettiva della stessa. Per questo, occorre affidarsi a chi conosce le regole della riproduzione musicale.

Una brutta notizia: dove si gode non si perde però, al di là del gusto personale (sacrosanto) le leggi dell’elettroacustica e della fisica applicata esistono.  La riproduzione del suono OGGETTIVAMENTE in asse  lo stesso!!

Good listening!!!!!

Nello Coppola
Nello Coppola
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Miele&Musica Sound Consulting opera nel settore audio/video dal 1989, avvalendosi di un team in grado di offrire ai propri clienti consulenza in acustica applicata ed ambientale per la realizzazione di progetti per l’edilizia pubblica e privata. Passione per l’arte del “sentire”, che si traduce in esperienza trentennale in un settore caratterizzato da una costante trasformazione ed evoluzione. Fino al 2013 il nostro core business è stato rappresentato dalla progettazione e realizzazione di sistemi audio ed audio video customizzati, sistemi domotici ad elevato contenuto tecnologico e sistemi di ottimizzazione acustica in residenze private e locali aperti al pubblico. Abbiamo curato l’acustica del Teatro Carlo Felice di Genova e del Teatro degli Arcimboldi di Milano, realizzato sistemi per l’intrattenimento e l’automazione di strutture commerciali, fornito la nostra esperienza in campo audio per la realizzazione di mostre ed eventi, abbiamo curato l’hi-tech design e l’acustica di cantine vinicole e resort di lusso, come Feudi di San Gregorio e Borgo Egnazia. Inizialmente il nostro logo rappresentava una struttura a nido d’ape, ispirati dalla laboriosità di questi insetti, dalla forma perfetta dell’alveare, dalla capacità di immagazzinare miele e polline; come le api abbiamo lavorato giorno dopo giorno, impiegando diverse competenze di alto profilo, al fine di raggiungere i risultati migliori. Oggi il nostro logo rappresenta un’onda sinusoidale stilizzata, perché è giunto il tempo di ricominciare a studiare e ritrovare nuovi stimoli. Abbiamo voglia di creare un contatto diretto con audiofili esperti e dilettanti, con musicisti e semplici strimpellatori, video maker e youtuber. Pensiamo che il glossario in campo audio sia cambiato, così come le regole del sound recording. Si è evoluto il modo di fruire la musica, si sono trasformate le regole della post produzione discografica, la tecnologia ha spostato i confini e ridisegnato i canoni della riproduzione audio/video. Anche noi desideriamo cambiare, condividendo le nostre idee con voi intenditori al fine di trovare nuove strade.



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